AA_LOGO_V4
Andrea Alchieri admitone collection-3
Andrea Alchieri - Admit one-7

admit one andrea alchieri home-5
Andrea Alchieri admitone collection-14
Andrea Alchieri admitone collection-15
Andrea Alchieri admitone collection-16
Andrea Alchieri admitone collection-17
Andrea Alchieri - Admit one-16

Admit One FW 21/22

Il circo, Lugo di follia e stravaganza impregnato di un senso di magia, sempre sospeso tra il divertimento e la malinconia. La collezione “ADMIT ONE” capta a pieno tutto questo facendovi entrare sotto i suoi tendoni bianchi e rossi dove incontrerete uno stile di vita diverso cui corrisponde un genere di spettacolo diverso dalla “normalità”, uno spettacolo che mira appunto a spettacolarizzare tutto, a sbalordire. Un progetto con un fil Rouge costante di una profonda componente legata all’universo circense che trasmettere stupore, riflette la meraviglia del bambino, diverte l’adulto.  “Quel clown è un uomo o una donna? Né l’uno, né l’altra. È un clown”. È da qui che parte il viaggio di Andrea Alchieri, dal luogo preferenziale dove i clown trovano la loro ragione d’essere, sotto un tendone che si compone per la prima volta d’avanti ai suoi occhi da infante. Da questo ricordo si sviluppa così la sua ricerca, tra personaggi che hanno fatto grandissima l’arte del clown, filmati di repertorio di vere leggende e poi storie. “ADMIT ONE” nasce con il focus principale di omaggiare l’abito minimale che si decompone e ricompone dando vita a forme e volumi decostruiti riadattati. Incentrata sulle tradizioni dei popoli nomadi circensi, la collezione trae ispirazione dallo stile di vita zingaro anticonformista e dal movimento del teatro da strada Americano degli anni 90’. “Circo” come luogo inclusivo, dove il clown, nella sua dimensione androgina e asessuata, diventa espressione di una possibile uguaglianza: il suo sguardo smaschera una modernità, e non sono più la bellezza, la razza, il genere o l’età a contare, ma la tecnica e l’audacia. L’ ispirazione iniziale nasce e si sviluppa prettamente per tutto il percorso di ricerca dal libro illustrato “THE CIRCUS, 1870-1950” TASCHEN (curato da Noel Daniel – autori: Linda Granfield, Dominique Jando, Fred Dahlinger Jr.) nel quale le fotografie e immagini pubblicitarie originali sono elementi fondamentali per lo sviluppo di forme, volumi e palette colore contaminata dalle insegne del circo contemporaneo. L’essenza principale della collezione è data dai tessuti sartoriali da completo sopraffatti da stampe eccentriche divertenti con macro pois e forme geometriche da Arlecchino, color block nei toni del viola, lilla e fucsia e sfumature del grigio fino ad arrivare al nero. Una poesia di materiali che si contrastano da un mix&match di pesantezze differenti, dando vita a capi che seguono sagome geometriche voluminose e sostenute per una finalità visiva che si completa. Papillon giganti, colli di camicia XXL e guanti in lycra come seconda pelle sono la ciliegina sulla torta per un insieme di collezione estrosa, pensato per divertire ma anche per far riflettere sul concetto di inclusività. L’immedesimarsi nella collezione viene rappresentato dai protagonisti, i personaggi principali, che aprono lo spettacolo incarnandosi in figure dai volti caricaturali di clown deformi e irreali sopraffatti da sentimenti contrastanti. Si creerà una storia immersa tra sogno e realtà, in un universo sottosopra, come metafora di un mondo rovesciato da negatività, tragicità, persecuzioni e pregiudizi. La collezione vuole ricordare che la bellezza è solo una questione di percezione e di punti di vista e che la somma delle diverse angolature restituisce un’immagine estranea alla realtà, grottesca ma al contempo divertente. Da questa Strana bellezza emerge un altro “io”, liberato dalle paure di accettazione di sé, capace di un autoironia in forte contrasto con l’etiquette di un sistema sociale che tende all’omologazione della personalità.